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Febbraio

Osservate per la prima volta le onde gravitazionali

“Questo risultato rappresenta un regalo speciale per il 100° compleanno della Relatività Generale, il sigillo finale sulla meravigliosa teoria che ci ha lasciato il genio di Albert Einstein”. Così Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, grande ospite di Futura, ha commentato l’importante scoperta. Una scoperta, ha continuato Ferroni, “che premia il gruppo di scienziati che ha perseguito questa ricerca per decenni, cui l’Italia ha dato un grande contributo, figlio di quella scuola che negli anni ‘70 del secolo scorso si formò intorno alle figure di Edoardo Amaldi, Guido Pizzella, Adalberto Giazotto, e che oggi vede i nostri ricercatori protagonisti anche grazie alla tecnologia di Virgo, l’interferometro italo-francese a Cascina”.

Grande soddisfazione è anche stata espressa da Eugenio Coccia, direttore del Gran Sasso Science Institute, altro grande ospite di Futura. “È un momento emozionante e indimenticabile: ho speso 35 anni della mia vita in queste ricerche – ha detto Coccia – ed è meraviglioso avere in un sol colpo osservato le onde gravitazionali e dimostrato l’esistenza dei buchi neri. L’umanità acquista un nuovo senso: d’ora in poi non solo vedremo il cosmo, ma ascolteremo le sue vibrazioni, la sua musica”.

L’importante risultato, pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review Letters, è stato ottenuto grazie ai dati dei due rivelatori Ligo, dalle collaborazioni scientifiche Ligo (che include la collaborazione Geo600 e l’Australian Consortium for Interferometric Gravitational Astronomy) e Virgo, che fa capo allo European Gravitational Observatory (Ego), fondato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) italiano e dal Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) francese.

IL RUOLO DELL’ITALIA CON L’INFN NELL’IMPRESA MONDIALE: L’Osservatorio Gravitazionale Europeo Ego è responsabile per il funzionamento e la gestione di Virgo, progetto nato dall’originale idea dell’italiano Adalberto Giazotto e del francese Alain Brillet, e la cui collaborazione scientifica oggi conta circa 250 fisici e ingegneri, di cui la metà dell’Infn, provenienti da 19 laboratori europei. L’Infn partecipa a Virgo con le proprie sezioni presso le Università di Pisa, Firenze con il gruppo di ricerca di Urbino, Perugia, Genova, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Napoli, Padova, e i Centri Nazionali Tifpa di Trento e Gran Sasso Science Institute dell’Aquila.